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La sezione NOTIZIE del sito contiene i principali aggiornamenti che riguardano la professione del pianificatore territoriale e offre strumenti utili a tutti coloro che si occupano di pianificazione territoriale e urbanistica. I contenuti della sezione spaziano dall'urbanistica alle smart cities, dal paesaggio al recupero di aree dismesse, dai GIS alle leggi urbanistiche, dagli eventi principali alle opportunità di lavoro, e molto altro. La sezione è composta da tutti gli altri contenuti pubblicati nelle diverse sezioni del sito.


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24/08/2017, 10:48

GIS



Corso-sui-Sistemi-informativi-territoriali-organizzato-dall’Università-di-Napoli


 Corso di perfezionamento a Napoli sui Sistemi informativi territoriali per la gestione di sistemi urbani e sistemi complessi. Scopri di pù



Corso sui Sistemi informativi territoriali


Al via un Corso sui Sistemi Informativi territoriali a Napoli. Il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli organizza un corso di perfezionamento per offrire un approccio teorico e pratico ai GIS, attraverso sperimentazioni applicative con diversi livelli di difficoltà. Il corso sui Sitemi Informativi Territoriali è rivolto a tutti i professionisti e sarà attivato con un minimo di 10 iscritti e consentirà un massimo di 30 partecipanti.Si svolgerà da novembre 2017 a gennaio 2018 per un totale di 125 ore, di cui il 50% sarà costituito da lezioni frontali in aula e il restante 50% sarà costituito da ore di studio individuale. Il corso GIS durerà 8 settimane (venerdì dalle 15.00 alle 19.00, il sabato dalle 9.00 alle 13.00) suddivise tra novembre 2017, dicembre 2017 e gennaio 2018. Il numero di C.F.U. (Crediti Formativi Universitari) è pari a 5 (cinque).

Corso sui Sistemi informativi territoriali: obiettivi formativi

Il corso sui Sistemi Informativi Territoriali si propone di dare ai giovani laureati le più recenti metodologie teoriche e informatiche per le attività di programmazione, pianificazione e gestione di sistemi urbani e sistemi complessi mediante tecnologie GIS.

Corso sui Sistemi informativi territoriali: 5 moduli didattici

Il programma del corso GIS sarà interamente dedicato alla tecnologia GIS e le sue applicazioni.
 
MODULO 1 - Caratteri dell’informazione geografica;
MODULO 2 - Introduzione ai GIS come strumenti di lettura per la misura e la rappresentazione del territorio;
MODULO 3 - Progetto, analisi e gestione di DB territoriali orientati alla progettazione urbanistica;
MODULO 4 - La valutazione ambientale per il progetto urbano ed il piano urbanistico;
MODULO 5 - Tecniche di modellazione del suolo e di modellazione del sistema insediativo.
 

Corso sui Sistemi informativi territoriali: info utili

 
Scadenza iscrizione: entro le ore 13.00 del 22 settembre 2017
Quota di iscrizione: euro 700,00 
 
È riconosciuta una riduzione pari al 30% del contributo della quota di iscrizione al corso agli iscritti all’Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Napoli e Provincia.

03/04/2017, 20:40

citt, cultura



Leggere-la-città-2017:-a-Pistoia-l’evento-dal-titolo-#cultura-è-comunità


 A Pistoia dal 3 al 6 aprile si svolgerà la quinta edizione di Leggera la città, iniziativa previste nell’ambito di Pistoia capitale italiana della cultura.



Leggere la città 2017 si svolgerà a Pistoia dal 3 al 6 aprile e il titolo della manifestazione di quest’anno sarà Cultura è comunità. La manifestazione Leggere la città si inserisce fra le iniziative previste nell’ambito di Pistoia capitale italiana della cultura. Leggere la città propone un’idea ampia di cultura, capace di caratterizzare contemporaneamente i luoghi della produzione e della trasmissione dei saperi e le capacità anche minime di elaborare saperi diffusi. In questo senso, la cultura è uno degli elementi che connota una comunità, la rende consapevole, interpreta i suoi bisogni, ne definisce le prospettive e le assicura la possibilità di produrre altra cultura. Inoltre è il terreno sul quale la comunità gioca le sue possibilità di essere aperta e accogliente e non viziata da identità chiuse ed esclusive. Non solo, la cultura è il primo strumento dell’emancipazione sociale e civile di ognuno.

La que­stio­ne di fon­do sul­la qua­le Leggere la città in­vi­ta a ri­flet­te­re è co­me la cul­tu­ra ge­ne­ri co­mu­ni­tà, pro­du­ca sen­so del­la col­let­ti­vi­tà e co­me, all’inverso, le co­mu­ni­tà sti­mo­li­no la cul­tu­ra. Una cit­tà, un ter­ri­to­rio so­no i luo­ghi pri­vi­le­gia­ti per mi­su­ra­re que­sta di­men­sio­ne con­nes­sa al­la crea­zio­ne di spa­zio pub­bli­co, al­la con­vi­ven­za, all’inclusione e al­la so­li­da­rie­tà.

Il programma prevede lezioni di numerosi ospiti, mostre, laboratori, tavole rotonde, proiezioni di film, concerti e spettacoli. In particolare i laboratori di Leggere la città saranno svolti in collaborazione con la scuola di Eddiburg. Si rin­no­va, dun­que, la col­la­bo­ra­zio­ne con l’urbanista Edoardo Salzano che quest’anno for­ni­rà un con­tri­bu­to spe­ci­fi­co sul ruo­lo de­gli spa­zi pub­bli­ci per la co­stru­zio­ne di una so­cie­tà mul­ti­cul­tu­ra­le e so­li­da­le.  

Leggere la cit­tà si ca­rat­te­riz­za per una par­te­ci­pa­zio­ne at­ti­va di mol­ti stu­den­ti, sia uni­ver­si­ta­ri sia di isti­tu­ti su­pe­rio­ri, che nella edizione di quest’anno saranno protagonisti.

Visita il sito web della manifestazione Leggere la città e scopri il programma completo
15/01/2017, 22:03

cambiamenti climatici



Cambiamenti-climatici-in-aree-urbane:-scenari-futuri-per-l’adattamento
Cambiamenti-climatici-in-aree-urbane:-scenari-futuri-per-l’adattamento
Cambiamenti-climatici-in-aree-urbane:-scenari-futuri-per-l’adattamento


 Quali sono gli scenari futuri per l’adattamento ai cambiamenti climatici in aree urbane? Una strategia per il waterfront della città di Lisbona.



Riceviamo e pubblichiamo un articolo scritto da Guglielmo Ricciardi sui cambiamenti climatici in aree urbane e gli scenari futuri per l’adattamento, tratto dal lavoro di Tesi Magistrale "Qual’è il waterfront possibile? L’area orientale di Lisbona al tempo dei cambiamenti climatici".


Città e cambiamenti climatici


La gestione delle città sotto il profilo urbanistico e ambientale, insieme alle politiche urbane e territoriali degli ultimi decenni, non hanno contribuito a migliorare il rapporto fra clima e città: a dimostrarlo oggi sono le città e le numerose attività antropiche, considerate i principali fattori determinanti dei cambiamenti climatici


I cambiamenti climatici possono indurre diverse problematiche all’interno delle città, come le ondate di calore e le inondazioni, che tenderanno a manifestarsi con maggiore frequenza. Gli impatti potrebbero essere estremi: le inondazioni possono danneggiare e distruggere le abitazioni, le attività economiche, le infrastrutture e i servizi vitali potrebbero andare perduti. Le ondate di calore possono compromettere sia la salute dei cittadini che il benessere pubblico, riducendo produttività e funzionalità delle infrastrutture.

Le città nella loro totalità e complessità rappresentano, non solo il problema ma anche la soluzione. In tal senso, la pianificazione può essere la disciplina in grado di accogliere la sfida e gestire le trasformazioni territoriali in atto, in modo da prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici e adattare le aree urbane agli effetti di questi ultimi (Bussadori, 2013).

Le aree urbane sono le porzioni del Pianeta dove si potrebbero pagare gli effetti del riscaldamento globale e per queste ragioni appare urgente una specifica attenzione alle strategie di adattamento (UE; 2009). L’adattamento ai cambiamenti climatici presuppone infatti una visione capace di tenere assieme le diverse scelte di governo dentro un processo di analisi e sviluppo di scenari, da introdurre nella pianificazione territoriale per cambiare e riformulare gli usi dello spazio nelle città (Betsill e Bulkeley, 2003; Biesbroek, Swart e Van der Knaap, 2009; Owens, 1992).

Strategia d’adattamento ai cambiamenti climatici per il waterfront di Lisbona


E’ da questi presupposti che è stata sviluppata una strategia d’adattamento ai cambiamenti climatici per il waterfront dell’area orientale della città di Lisbona, che si presenta come hot spot significativo per lo studio dei diversi impatti dei cambiamenti climatici e delle possibili azioni di programmazione a livello locale.

Gli studi sviluppati dal Climate Change Impacts Adaptation and Modelling di Lisbona con il downscaling delle previsioni eseguite dall’IPCC nel V report sul cambiamento climatico, indicano che nel corso del XXI secolo gli effetti dei cambiamenti climatici produrranno una variazione significativa del livello medio del mare, che si ripercuoterà non solo nelle aree costiere marittime ma anche negli ambienti di transizione come gli estuari, tra cui quello del fiume Tago, caratterizzato dall’influenza delle dinamiche oceaniche e fluviali. La trasposizione degli effetti sulle singole componenti che influenzano il livello delle acque dell’estuario, ha determinato due grandi scenari, che definiscono un range della possibile oscillazione del livello dell’acqua nell’estuario compreso fra i +3,65 m. s.l.m. e il +4,65 m. s.l.m. per il 2100. Per consentire l’adozione di strategie e politiche urbane sono stati sviluppati degli scenari intermedi per il 2025, 2050 e il 2075.

Le elaborazioni prodotte stanno alla base del processo d’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano, in grado di cogliere non solo gli impatti di quest’ultimo, ma anche i valori e le criticità dell’area oggetto di studio.

La fascia fluviale dell’area occidentale di Lisbona (ad oggi caratterizzata dalla presenza di tre terminal commerciali e numerose aree dismesse, prodotto di un processo di de-industrializzazione che ha interessato la città negli anni 90’) sarà una delle aree soggette agli impatti dei livelli futuri dell’estuario sul versante fluviale, mentre l’area retrostante sarà interessata dai fenomeni d’inondazione urbana dovuti ad eventi di precipitazione intensa. Il possibile innalzamento del livello dell’estuario affiancato alle potenzialità e alle criticità dell’area, hanno definito l’analisi del rischio. Tale analisi ha condotto alla definizione degli ambiti prioritari d’intervento, coincidenti con i terminal del porto e con alcune aree dismesse, insieme ad altre funzioni urbane attive (come mostrato in Figura 1).


In seguito alla definizione degli ambiti prioritari, il processo di pianificazione urbana proposto cerca di innovare le consuete pratiche adottate per la mitigazione del rischio, attraverso l’utilizzo degli scenari come strumento in grado di progettare la città nell’incertezza insita nelle previsioni future sui cambiamenti climatici. Ciascuno scenario di progetto ha rappresentato il "cosa succederebbe se?", imponendo di riflettere sulle politiche di adattamento, sulla eventuale ri-naturalizzazione dell’area oppure sulla proposta di alcuni disegni urbani per la protezione dall’innalzamento del livello dell’estuario, con le aree dismesse che fungono da aree di espansione naturale in caso di eventi estremi di precipitazione.

All’interno della fase di sviluppo degli scenari è stata effettuata parallelamente la valutazione economica tramite il modello costi - benefici, che ha permesso di rimodulare alcune proposte presenti negli scenari in modo da ottimizzarne i costi. Il modello valutativo ha confermato ciò che viene affermato nella maggior parte delle valutazioni economiche dei cambiamenti climatici, ovvero che intervenire con politiche urbane di adattamento e ridisegno del tessuto urbano risulta maggiormente vantaggioso rispetto alla mancata adozione di politiche di adattamento ai cambiamenti climatici (come mostrato in Figura 2).


Il processo di pianificazione per l’adattamento ai cambiamenti climatici è uno strumento innovativo per l’adozione di politiche e progetti urbani per far fronte agli impatti futuri dei cambiamenti climatici, in quanto l’intero processo di redazione del piano consente di costruire una base conoscitiva solida ed un supporto alle decisioni da adottare in futuro in materia di adattamento, così da prevenire con largo anticipo sia gli eventi estremi (prodotto dei cambiamenti climatici), sia i cambiamenti su una scala temporale maggiormente ampia, elevando il livello di sicurezza della popolazione residente, limitando i danni che possono subire le attività economiche e le infrastrutture. Le prospettive future di applicazione dovranno integrare un sistema di indicatori che permetta il monitoraggio dei cambiamenti climatici in modo da rimodulare per tempo le politiche da adottare in ambito urbano.

La strategia d’adattamento ai cambiamenti climatici proposta all’interno del lavoro di tesi magistrale è stata oggetto di due riconoscimenti nel corso del 2016, il primo dalla Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Società di Studi Geografici ed Università Ca’Foscari di Venezia, denominato "Geografie del Rischio e della Vulnerabilità" in memoria del Prof. Gabriele Zanetto, mentre il secondo riconoscimento è stato indetto dall’ASSURB (Associazione nazionale degli urbanisti e dei Pianificatori Territoriali) sul tema di "Pianificare la storia". Quest’ultimo riconoscimento si è basato sulla capacità analitica di ricostruire la struttura morfologica urbana del contesto di studio, per utilizzarla come "infrastruttura" per le politiche urbane d’adattamento ai cambiamenti climatici.

Cambiamenti climatici in aree urbane: bibliografia


- Biesbroek GR, Swart RJ, Van der Knaap WGM. The mitigation-adaptation dichotomy and the role of spatial planning. Habitat International. 2009;33: 230-237.
- Bulkeley H, Betsill MM. Cities and Climate Change: Urban Sustainability and Global Environmental Governance. New York: Routledge; 2003.- Bussadori V. La Pianificazione come strumento di adattamento ai cambiamenti climatici. In: Il Clima cambia le Città; 2013 Maggio 23 -24, Venezia, Italia.
- Owens SE, Cope DR. Land Use Planning Policy and Climate Change. London: Her Majesty’s Stationery Office; 1992.


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